Rendere verdi i propri prodotti – Ecolabel EPD LCA marchio verde Green Economy Green building

By | 19 febbraio 2015

Rendere verdi i propri prodotti – Ecolabel EPD LCA marchio verde Green Economy Green building

 

Molti nostri clienti per combattere e vincere nel mercato si stanno letteralmente buttando nella “green economy” o economia verde.
Il punto più facile da cui partire nei prodotti che affrontiamo ultimamente riguarda il loro imballaggio. E’ considerato la parte più marchettara del prodotto ed è di solito comprato da terzi. Si è quindi più disponibili a cambiarlo o a modificarlo.

 

Copio qui sotto il testo della direttiva europea 94/62 che nelle premesse scrive:

 

  • – Considerando che sotto il profilo ambientale il riciclaggio deve rappresentare un’importante percentuale del recupero, soprattutto al fine di ridurre il consumo di energia e di materie prime nonché lo smaltimento finale dei rifiuti;
  • – Considerando che il recupero di energia è un mezzo efficace per il recupero dei rifiuti di imballaggio;
  • – Considerando che al fine di ridurre l’impatto sull’ambiente degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio e per evitare ostacoli agli scambi o distorsioni della concorrenza è altresì necessario definire i requisiti essenziali attinenti alla composizione e alla natura riutilizzabile, recuperabile e riciclabile degli imballaggi;

 

basta partire da qui per capire quale direzione prendere con i propri prodotti per renderli più verdi. E’ vero che è stata scritta nel 1962, ma è anche vero che ci sono spesso grossi margini di miglioramento. Il primo problema che affrontiamo ogni volta è definire col cliente cosa vuol dire imballaggio. Non sempre quello che sembra a noi un packaging lo è anche per la normativa vigente. Copio qui il testo esatto con cui l’Unione Europea descrive e definisce gli imballaggi.

 

Cominciamo con la direttiva europea 94/62:

«imballaggio»: tutti i prodotti composti di materiali di qualsiasi natura, adibiti a contenere e a proteggere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione. Anche tutti gli articoli «a perdere » usati allo stesso scopo devono essere considerati imballaggi.

 

L’imballaggio consiste soltanto di:

  • a) «imballaggio per la vendita o imballaggio primario», cioè imballaggio concepito in modo da costituire nel punto di vendita un’unità di vendita per l’utente finale o il consumatore;
    b)  «imballaggio multiplo o imballaggio secondario», cioè imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all’utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita. Esso può essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche;
    c)  «imballaggio per il trasporto o imballaggio terziario», cioè imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione e il trasporto di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione e i danni connessi al trasporto. L’imballaggio per il trasporto non comprende i container per i trasporti stradali, ferroviari e marittimi ed aerei.

 

E continiamo con la direttiva europea 2004/12/CE

La definizione di «imballaggio» è basata inoltre sui criteri indicati qui di seguito.

  • I. sono considerati imballaggi gli articoli che rientrano nella definizione di cui sopra, fatte salve altre possibili funzioni dell’imballaggio, a meno che tali articoli non siano parti integranti di un prodotto e siano necessari per contenere, sostenere o preservare tale prodotto per tutto il suo ciclo di vita e tutti gli elementi siano destinati ad essere utilizzati, consumati o eliminati insieme;
    II. sono considerati imballaggi gli articoli progettati e destinati ad essere riempiti nel punto vendita e gli elementi usa e getta venduti, riempiti o progettati e destinati ad essere riempiti nel punto vendita, a condizione che svolgano una funzione di imballaggio;
    III. i componenti dell’imballaggio e gli elementi accessori integrati nell’imballaggio sono considerati parti integranti dello stesso. Gli elementi accessori direttamente fissati o attaccati al prodotto e che svolgono funzioni di imballaggio sono considerati imballaggio a meno che non siano parte integrante del prodotto e tutti gli elementi siano destinati ad essere consumati o eliminati insieme

 

Quindi tutto il packaging venduto come custodia di un prodotto o ornamento o che lo accompagna per buona parte del suo ciclo di vita non è un imballaggio.

Ciò fa la differenza.

 

Quale strada possiamo prendere per dire: “siamo verdi!!!”
Eccone alcune copiate sempre dalla 94/62:

  • –  «riutilizzo»: qualsiasi operazione nella quale l’imballaggio concepito e progettato per potere compiere, durante il suo ciclo di vita, un numero minimo di spostamenti o rotazioni, è riempito di nuovo reimpiegato per un uso identico a quello per il quale è stato concepito, con o senza il supporto di prodotti ausiliari presenti sul mercato che consentano il riempimento dell’imballaggio stesso; tale imballaggio riutilizzato diventa rifiuto di imballaggio quando cessa di essere reimpiegato;
    –  «recupero»: tutte le pertinenti operazioni di cui all’allegato II B della direttiva 75/442/CEE;
    –  «riciclaggio»: il ritrattamento in un processo di produzione dei materiali di rifiuti per la loro funzione originaria o per altri fini, compreso il riciclaggio organico ma escluso il recupero di energia;
    –  «recupero di energia»: l’utilizzazione di rifiuti di imballaggio combustibili quale mezzo per produrre energia mediante incenerimento diretto con o senza altri rifiuti ma con recupero del calore;
    –  «riciclaggio organico»: il trattamento aerobico (compostaggio) o anaerobico (biometanazione), via microrganismi e in condizioni controllate, delle parti biodegradabili dei rifiuti di imballaggio, con produzione di residui organici stabilizzati o di metano. L’interramento in discarica non può essere considerato una forma di riciclaggio organico;

a ciò ci aiuta la opportuna Marcatura che ogni imballaggio deve portare con se:
Gli imballaggi devono essere muniti dell’opportuna marcatura apposta sull’imballaggio stesso o sull’etichetta e deve essere chiaramente visibile e di facile lettura. La marcatura deve essere duratura e permanere anche all’apertura dell’imballaggio.

 

A questo possiamo aggiungere la norma volontaria UNI EN ISO 14021:2002 che ci permette di redigere un etichetta ambientale di tipo II.
Le asserzioni ambientali auto-dichiarate possono essere fatte da produttori, importatori, distributori, commercianti o chiunque altro ne possa beneficiare. Le asserzioni sono autodichiarazioni che possono essere sotto forma di frasi, simboli, annunci, pubblicità, grafica sul prodotto, su bollettini tecnici di accompagnamento del prodotto o su etichette.
Pertanto chi le dichiara, ne è responsabile per ciò che concerne la veridicità del contenuto.

 

Il Moebius Loop rientra nelle asserzioni auto-dichiarate, o di tipo II (cfr. paragrafo 2.2), ed è applicabile a tutti i prodotti e a tutti gli imballaggi riciclabili o in materiale riciclato. Quanto asserito è di responsabilità del dichiarante stesso, e non è verificato da un organismo indipendente.

  • Il ciclo di Mobius, così come tale, non accompagnato da un valore percentuale, deve essere considerato una asserzione di riciclabilità.

Il ciclo di Moebius può essere utilizzato anche come asserzione di contenuto riciclato, accompagnato da un valore percentuale indicato come “X %”, dove X è il contenuto riciclato espresso come numero intero calcolato in conformità alla regola X % = A/P x100, dove:
X è il contenuto riciclato, espresso come percentuale;
A è la massa di materiale riciclato;
P è la massa del prodotto.

 

Il valore percentuale deve essere posizionato all’interno del ciclo di Moebius o all’esterno e immediatamente adiacente al ciclo di Moebius. Inoltre dove è utilizzato il simbolo “contenuto riciclato” (Mobius Loop con % riciclato) esso può essere accompagnato dall’identificazione del materiale.
Le tre varianti del ciclo di Moebius (bianca, nera, e bianca su sfondo circolare nero) sono state studiate per consentire un effetto contrasto su qualsiasi prodotto a cui è applicato. Il disegno del ciclo d Moebius deve soddisfare i requisiti grafici della ISO 7000:2004 Graphical symbols for use on equipment — Index and synopsis, simbolo n. 1135.

 

Applicazione della 14021
Per applicare correttamente la ISO 14121 bisogna rispettare alcune condizioni:

 

evitare affermazioni generiche (ecologico, riciclabile, green ecc)
disporre di apposita documentazione specifica a supporto delle affermazioni/dichiarazioni fatte in etichetta
aver scelto una unità funzionale di valutazione (come da LCA)

  • aver scelto un requisito da dichiarare scelto ad esempio tra i seguenti:
    i. compostabile
    ii. degradabile
    iii. progettato per smontaggio
    iv. prodotto a vita prolungata
    v. energia recuperata
    vi. riciclabile
    vii. contenente riciclato
    viii. materiale riciclato
    ix. riusabile
    x. ricaricabile…
    eccetera.

La comunicazione deve essere verificabile, documentabile e accurata: ciò che generalmente si ottiene dopo aver eseguito uno studio LCA (Life Cycle Assessment).

 

Quindi qualsiasi affermazione si riporti in etichetta si deve poter dimostrare come è stata calcolata, misurata e con quali metodi:
– quindi riportare il numero “10” – significa il 10%, nel marchio comporta che tale valore può essere dimostrato con test e calcoli disponibili a richiesta, così come la riciclabilità di un prodotto composto da plastiche diverse, cotone e carta;
– riportare il recupero di calore tramite termovalorizzazione del materiale è possibile solo se si rispetta il valore minimo del potere calorifico inferiore.

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